VILLA PARIS E LE PITTURE DI PASQUALE E RAFFAELLO CELOMMI, UN BINOMIO PERFETTO

Riscoprire la nostra identità, il nostro passato, i volti segnati dalla fatica ma pieni di speranza, il mare e la campagna con la luce diurna e quella del tramonto. Pasquale e Raffaello Celommi, padre e figlio, due artisti che hanno lasciato un segno indelebile nell’arte. Ieri, nello splendido scenario di Villa Paris, è stata inaugurata la mostra dedicata a questi due grandi pittori rosetani: settanta le opere, tutte insieme, da ammirare in tutto il loro splendore.
“E’ un dovere valorizzare gli artisti del nostro territorio – ha detto il vicesindaco Urbini – l’obiettivo è riportare l’attenzione su questi due pittori. La qualità della mostra è alta, e per questo ringrazio tutti, il sindaco Pavone, Mario Giunco e Paola Di Felice, la curatrice della mostra. Spero in un grande riscontro da parte dei cittadini rosetani. Noi inviteremo tutte le scuole, da quelle dell’infanzia alle superiori”.
La dottoressa Di Felice è onorata di essere la curatrice della mostra. “E’ necessario recuperare la nostra identità, molti si ritroveranno in quelle campagne, in quel mare, in quei volti. L’Abruzzo è una terra con un Dna culturale forte. Non si può andare avanti se non si recupera il passato. Pasquale e Raffaello Celommi hanno vissuto due momenti storici che hanno inciso sulla loro arte. Pasquale va a studiare a Firenze nel 1873 conservando l’amore per la sua terra, per la natura. Torna nella sua Rosburgo e, dalla sua torre, contempla il mare e la campagna. Raffaello vive i primi anni del ‘900, studia a Roma ed è molto influenzato dalla figura del padre”.
L’arte dei Celommi, in particolare quella di Pasquale, può essere paragonata alla pittura di Patini ma con notevoli differenze. “Patini è il pittore che narra – precisa Paola Di Felice – la sofferenza di uomini affaticati dal duro lavoro, che devono strappare alla nuda terra la propria sussistenza, mentre per Pasquale Celommi c’è sempre la sofferenza, la povertà, ma spera sempre che qualcosa cambierà, c’è speranza nella sua arte, una natura gioiosa”.
Pasquale e Raffaello Celommi ebbero dei mercanti molto lungimiranti che trovarono i canali giusti per vendere i loro dipinti. Molte delle opere presenti alla mostra sono state concesse in prestito dai collezionisti. Tante pitture sono simili tra loro, in apparenza: soffermatevi a guardare le campagne, alcune con la luce diurna altre con quella serale, e cambia tutto.
“L’arte e la letteratura – dice Mario Giunco, memoria storica di Roseto – riescono a scoprire delle verità nascoste agli occhi degli altri. Oggi è difficile parlare di arte. Essa contribuisce a far comprendere la realtà. È un’occasione unica per gli studenti e per tutti i cittadini rosetani”.
Importante è lasciare una traccia di questa mostra. È previsto, infatti, un catalogo, che verrà presentato tra circa un mese e che sarà possibile acquistare. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 16 alle 19 a Villa Paris, da oggi fino al 14 febbraio.
Cittadini rosetani, vale proprio la pena!

Luca Venanzi

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