LA CORTE DEI CONTI NON HA CHIESTO AL COMUNE DI ROSETO DEGLI ABRUZZI NIENTE DI DIVERSO DA QUELLO CHE HA RACCOMANDATO, ANNUALMENTE, DAL 2010 IN POI

nuovo-municipio-roseto-300x226-1-300x226Tanto rumore per cose già note e conosciute da tempo”. Questo il pensiero dell’ex Sindaco, Enio Pavone, per quanto concerne le prescrizioni sollevate dalla Corte dei Conti sui bilanci consuntivi relativi al Comune di Roseto degli Abruzzi. “I problemi di bilancio e di liquidità del nostro Comune non sono diversi da quelli di gran parte dei comuni italiani, dovuti in particolare alla forte contrazione dei trasferimenti statali che, negli ultimi sei anni, si sono ridotti di circa il 70%, e alla difficoltà di riscossione dei crediti tributari dovuta in particolar modo alla nota crisi economica che attanaglia tutto il Paese. Questi due elementi portano gli enti pubblici a dover ricorrere, giocoforza, alle anticipazioni di tesoreria per poter far fronte all’ordinaria amministrazione, tanto è vero che sono stati anche aumentati, con legge dello Stato, i limiti degli importi a cui ogni comune può accedere passando dai tre/dodicesimi dei primi tre titoli delle entrate ai cinque/dodicesimi” puntualizza il Capogruppo di “Avanti X Roseto”.

Se si continua su questo passo gran parte dei comuni italiani si troverà tra poco nell’impossibilità di erogare i servizi ai propri cittadini, una problematica questa che è stata sollevata anche dall’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). Infatti la spending-review tanto decantata dal governo centrale non è stata mai concretamente applicata a livello nazionale, ma si è fatta pesare in maniera insostenibile sulle autonomie locali” conclude Pavone. “Crediamo che su questi temi non ci si debba ritornare più, almeno per quanto concerne gli aspetti delle responsabilità politiche. L’Amministrazione Di Girolamo deve solo prendere atto che dovrà governare con le risorse che ha a disposizione, così come abbiamo fatto noi negli ultimi cinque anni, ed eviti quindi di strumentalizzare situazioni note e certamente non ascrivibili a responsabilità amministrative di qualsiasi tipo, al fine solo di giustificare l’impossibilità di rispettare le tante promesse elettorali fatte e con cui oggi deve fare i conti”.

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