IL FRONTE NAZIONALE SUI DATI SOCIALI DELL’ULTIMO RAPPORTO ISTAT PER L’ABRUZZO

10411933_10205216585364818_2372449315830973331_n-300x3001C’è un filo comune che unisce gli ultimi negativi eventi del Si governativo alle trivelle nell’Adriatico (ambiente), della chiusura selvaggia dei punti nascita teramani (sanità) e dei problemi finanziari della Piccola Opera Charitas di Giulianova (sociale). La riprova di una politica menefreghista e distante anni luce dai bisogni reali della gente, contrapposta ad una politica vicina e sensibilissima solo alle istanze “bisognose” dei potentati economici del mondo delle compagnie petrolifere, della sanità privata e dell’assistenzialismo non sociale.
Bisogna prendere definitivamente atto dell’inettitudine della classe politica, preoccupata solo di lasciare ai posteri sfascio e sperperi di ogni tipo, grazie a clan affaristici inseriti come metastasi in ogni ambito politico ed economico. Nessuna strada, di nobile richiamo politico, è stata perseguita in questi anni, con una domanda di fondo che ricorrente: il popolo, la nostra gente dove sta andando, verso quale futuro? La risposta, terribile, arriva direttamente dallo Stato, tramite il rapporto Istat pubblicato qualche giorno fa e che fa le pulci al nostro Abruzzo sociale nell’ultimo biennio: i parametri di rischio di povertà ed esclusione sociale (dal 26,1% al 29,5%), grave deprivazione (dal 8,6% al 9,5%) e di bassa intensità lavorativa (dal 9,8% al 11%), sono in netto avanzamento negativo. Perfino le performance di altre regioni del centro e sud Italia, messe peggio in partenza, sono tutte migliori con il Molise, per esempio, con percentuali migliorative nell’ordine dei 4 punti.
Sono dati raggelanti e che confermano che la politica ha oramai rinnegato se stessa e la sua missione più nobile: rappresentare il popolo, affiancare il popolo, sostenere il popolo. Il Fronte Nazionale non pretende oggi di far riflettere coloro che dovrebbero interrogarsi automaticamente. Riteniamo che il tempo è finito. Le fasulle spinte al mondo delle imprese a nulla son servite nel settore dell’occupazione, se non all’ennesimo sperpero di fondi governativi e europei. E’ emergenza sociale che impone immediate azioni di aiuto e contrasto al declino certificato. La strada tracciata dalla politica non più credibile, e non è certo quella del si a Ombrina mare,del no a future mamme e dell’abbandono dei diversamente abili. Questa è solo direzione antisociale e, in diversi aspetti, criminale .

Il Segretario Provinciale
Luigi Felicioni

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